Restate attaccati saldamente sull’Unica Via: quella della Torà.

La mini derashà di Rav. Rodal

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Siate santi poiché Santo sono Io…(Vaykrà 19, 1)”. Mai come in questo buissimo periodo del Galut

che precede la Redenzione queste parole risuonano forti dentro il cuore di ognuno.

E’ l’esortazione del nostro Padre Celeste, siate santi, distinti, se tutti rubano, tu non lo fare, se tutti

tradiscono la moglie, anche solo navigando su Internet, tu non lo fare, se tutti defraudano il prossimo perché “come si fa altrimenti, con questa crisi? Ho moglie e figli…”, tu non lo fare, se basta fare una legge umana per trasformare in morale quello che sino a ieri era gravemente immorale, tu non lo fare, siate distinti, siate diversi, restate nel Bene, restate attaccati saldamente sull’Unica, Eterna, Giusta Via, quella della Torà.

 

Invece di defraudarlo, derubarlo, depredarlo, disprezzarlo, amate il vostro prossimo come voi stessi, (più distinti di così…), il vostro prossimo inteso come qualunque essere umano, allo stesso modo, il tuo migliore amico come lo sconosciuto che passa per strada. Non è ne esagerazione ne fantasia, amare il prossimo come se stessi è in realtà molto semplice.

 

Che difetti hai? Mmmmhh… si.. tanti… bene.. dimmene uno!…. beehh… certo, forse (“forse”)

sono un po’ precipitoso (.. che “difetto”!…”).. si.. ultimamente sono un po’ ingrassato

(… ti avevo chiesto i difetti, non la tua forma fisica!…).

 

A chiunque viene posta la domanda, nessuno si trova dei difetti o,  più precisamente,

di non averne così tali da essere degni di rilievo.

 

Quello che chiede la Torà è molto semplice, usa per il tuo prossimo la stessa indulgenza con cui

ti ami e ti assolvi, non sei diverso da lui, certamente non migliore, visto che è stato voluto e creato

precisamente dal Creatore  ne più ne meno che come te.

 

Non maledire il sordomuto. Il sordomuto? Che ne sa lui delle mie “maledizioni”? neanche le può sentire! E poi cosa vale la mia “maledizione”? Sono solo inutili parole!

 

Certamente sono parole vane, non possono nuocere a nessuno tranne che a te stesso, quando “maledici” dentro di te alberga l’astio, il risentimento, la rabbia, il dolore, non sei sereno. Non maledire il sordomuto, lui comunque non sente, il tuo cuore però si.

 

Che gli insegnamenti della Torà siano sempre nella nostra mente e davanti ai nostri occhi.

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