Il Korban di Caino

La mini derashà di Rav. Rodal

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Voglio fare un korban per D.o.” Chi sta parlando non è esattamente quello che si può definire

una persona pia. Caino vuole fare il suo korban ad Hash.m, è Caino che prende questa iniziativa,

e per farlo sceglie i più bei steli di lino che, diversamente dagli altri vegetali a stelo,

produce un solo stelo, segno di distinzione e nobiltà. Passa di lì Abele, suo fratello. Anche a lui

viene il desiderio di fare un korban ad Hash.m, quindi prende una delle sue più belle pecore

e la pone sull’altare vicino a quello del fratello. Due fratelli, due sinceri desideri di attaccarsi a D.o,

due korbanot, il fuoco divino scende e consuma solo il sacrificio di Abele lasciando intonso quello

vicinissimo di Caino, che resta visibilmente, comprensibilmente sbigottito e dispiaciuto.

Ma come? Sono io che ho avuto l’idea del korban per primo! e ce l’ho anche messa tutta per farlo alla grande!

Con tutti i bufali che aveva, Abele ha portato solo una pecora! certo una bella pecora, ma poteva dare di più!

io invece ho portato il vegetale più nobile, il lino, e D.o invece gradisce la pecora di Abele

e non il mio nobile lino? E’ una ingiustizia! Come finisce la storia tra i due fratelli è cosa nota.

Caino e Abele, una storia dove ha difettato l’amore, quello fraterno, uno dei più alti

che dovrebbe essere innato in ogni essere umano, la Torà quindi vieta di indossare abiti fatti

con lino e lana per ricordare quanto è inaccettabile per D.o la mancanza di amore tra gli uomini.

Non solo. L’offerta migliore deve essere fatta senza ostentazione, il meglio, ma possibilmente in silenzio,

il nobile lino, usato come offerta, ha un che di arrogante, di presuntuoso, se offro sinceramente,

una comune pecora (però la migliore) è meno vistosa del più pesante bufalo e quindi certamente

più gradita a D.o perché sincera e discreta.

Paradossalmente, i Cohanim, i sacerdoti, invece sono obbligati ad indossare abiti fatti di

lino e lana insieme, in quanto servono D.o e il popolo “Beaavà”, con amore;

se un Cohen è alterato con qualcuno o non è sereno, non può fare la Birchat Kohanim, il Sacerdote

deve avere un amore puro, vero, sincero, completo, integro, come quello di Aaron HaKoen oev shalom,

indossando proprio gli abiti che ricordano il non-amore, il Sacerdote dimostra il grande livello

di amore da lui raggiunto. Visto che tutto il popolo ebraico è un popolo di sacerdoti, Am Kedoshim, sia la Volontà

dell’Eterno Onnipotente di far cessare presto questo ormai insopportabile galut con l’arrivo di Maschiach,

così tutti potremo scalere tutti i gradini dell’amore verso quelli più alti e servire tutti insieme D.o

con il più puro dei cuori leolam vaed, amen ken yei ratzon.

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