Tazria è l’inizio del percorso di introspezione, di meditazione, di correzione di una persona
per aver parlato (male) del prossimo, un percorso di isolamento per rivedere a fondo
il proprio comportamento segnato dalla Tzaaràt, una fastidiosa quanto evidente dermatite,
talvolta malamente tradotta come lebbra. Metzorà è il traguardo, la riuscita, alla fine del
percorso, ora sono una persona nuova, più consapevole, più responsabile, più attento all’uso della parola…
Come premio di “incoraggiamento”, il Signore ammonisce “.. quando voi entrerete nel paese di Canaan
che IO vi do in proprietà, IO disporrò una macchia di Tzaarat in una casa.. (Vaykrà, 14, 33)”.
Una casa con questa macchia andava esaminata dal Coen, quindi il sacerdote seguiva la precisa procedura
prevista dalla Torà per cercare di toglierla, se la macchia persisteva, la casa andava abbattuta.
Non sembrerebbe essere proprio quello che si dice un “incoraggiamento…” entrando nella Terra
che il Padrone del Mondo, Sia Benedetto, ha deciso di donarci, sappiamo già che Lui metterà una
macchia in casa, la mattina guardiamo i muri un po’ preoccupati, quelli del bagno hanno delle macchie nere…
ma no.. non è Tzaarat, sono i vapori della doccia… in cucina…. ma no, è il sugo di ieri che è schizzato…
e questa? ahi.. il Coen dice che è Tzaarat, vediamo se viene via… no, non viene via, spiacente,
uscite tutti, dobbiamo abbattere la vostra casa, avete figli piccoli, alcuni ancora lattanti?…
adesso dove andranno? .. mi spiace, come Cohen ho fatto tutto il possibile, la casa va abbattuta, è la Legge.
Anche se quello che dice e fa il Santo-Benedetto-Egli-Sia è assolutamente incomprensibile per l’uomo,
sappiamo però per certo che Lui, Itbarech, fa tutto sempre e solo per il NOSTRO bene.
Rashi spiega che l’Eterno ha “segnato” le case con la Tzaarat perché in quelle case erano
nascosti tesori inestimabili, buttar giù un muro o anche tutta la casa li avrebbero fatti tornare
alla luce, una Berachà quindi, una ricompensa immensa, un altro grande regalo del Padre ai Suoi figli.
Ma l’argomento è forte, oltre al più che certo ritorno materiale, c’è l’insegnamento.
Unkolos traduce “Metzorà” con “Seghirà”, “chiusura”.
Tazrià, inizio del percorso di miglioramento, Metzorà, il traguardo, Tzaarat nella propria casa,
non viene via, allora si butta giù la casa, ecco i tesori, inestimabili, urrah…sono ricco!
Ogni traguardo, ogni punto di arrivo è però sempre il punto di partenza di un nuovo percorso,
oggi Hash.m mi ha benedetto con la ricchezza, sono contento, da domani mando a quel paese
il mio direttore e i miei colleghi di lavoro, una bella vacanza alle Bahamas di un mesetto,
poi al posto di quella vecchia casa abbattuta mi compro un bel attico con piscina in zona Centro,
poi… poi…il Ferrari?.. ma no.. ormai ce l’hanno tutti i nuovi ricchi.. magari qualcosa di più “in”…
No… no!… non così… non è per questo che D.o ti ha benedetto con la ricchezza, Metzorà, Seghirà,
chiudi subito tutti questi vani pensieri che non potranno fare altro che allontanarti da Hashem,
circoscrivili, dominali, usa il benessere che Hashem ti ha donato per avere una bella tavola di Shabbat,
per invitare amici e bisognosi in modo che siano contenti anche loro insieme a te, per aiutare
il prossimo e fare maasim tovim, così tutto il bene materiale con cui Hashem ti ha voluto benedire
farà crescere la tua persona, darà valore alla tua vita, chiudi bene la tua mente a tutte quelle
inevitabili “proposte” che ti farà lo Yetzer Arà che da sempre si accompagna con la ricchezza,
così D.o manterrà sempre aperte per te le Sue Porte, così avrai la consapevolezza di essere riuscito.
Che gli insegnamenti della Torà siano sempre nella nostra mente e davanti ai nostri occhi.
Articolo originariamente pubblicato sul blog di Rav Rodal il 3 giugno 2019; testo recuperato dall’archivio di Internet (Wayback Machine).