Shirà Ha’asinu: il cantico Ha’asinu

La mini derashà di Rav. Rodal dedicata alla memoria del fratello Menachem Aaron HaCohen ben Yosef Z"L.

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Cantare è una manifestazione di gioia, il canto esce da un cuore lieto, contento, allegro.

Naturalmente il canto non poteva non avere una grande importanza nell’ebraismo, i canti che cantavano i Levyim nel Beth Hamikdash erano di una bellezza e melodia mai sentite, nessun cantante o artista, di alcun genere musicale, è mai riuscito a uguagliarli.

Hash.m quindi chiede al Suo Popolo tramite Moshè di imparare a memoria la Shirà Ha’asinu, il cantico Ha’asinu (Devarim 31, 19). Se ti sembrerà che Hash.m Si nasconde e Si è allontanato da te, quando in realtà eri tu che ti eri allontanato da lui, allora canterai questa Shirà.

Shirà deriva da Sharir, che significa fissare, legare. Cantando Haasinu l’uomo lega il proprio cuore a D.o, fissa tutte le parole della Torà nella propria mente, cantando questa Shirà l’ebreo coinvolge tutto il suo essere nella Teshuvà. Non a caso il capitolo con il canto è numerato con 32 (Devarim 32, 1).

Il valore numerico di 32 è lev, cuore, a significare che questo canto è indirizzato al cuore di ogni persona, esce dal cuore di ogni ebreo, ma è anche il cuore di tutta la Torà, studiare questa Shirà quindi è studiare l’intera Torà.

Dopo Yom Kippur ora ci aspettano giorni di grande gioia, Sukkot, Sheminì Atzeret, Simchà Torà.

A partire già da questo Shabbat, canteremo la Torà, studieremo la Torà, balleremo con la Torà.

Che D.o Onnipotente ci mandi finalmente la gioia più grande con Maschiach, così da farci cantare tutti, con la più grande e vera felicità, nel Suo Beth Hamikdash, per sempre, omein ken yei ratzon.

2 Commenti
  1. Muro dice

    Rav rodal aspetto altri video delle lezioni

    1. ravrodal dice

      B”H le videolezioni riprenderanno molto presto (studente di Rav Rodal)

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