Lui c’è.

La mini derashà di Rav. Rodal dedicata alla memoria del fratello Menachem Aaron HaCohen ben Yosef Z"L.

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Chi è D.o? Com’è? Nessuno lo sa, nessuno può saperlo. Tranne Moshè Rabbenu, unica eccezione, nessun essere umano può “vederLo” mentre è in vita, non è una cattiveria ma un semplice dato di fatto, la dotazione umana, con occhi che quando va bene riescono a vedere a 50/100 metri, spesso con l’ausilio di lenti e occhiali, non ci consente di “vedere” la Divinità così come i cinque sensi non ci consentono di percepirne la Presenza. Pur non sapendo Chi è, si sa però con precisione cosa non è.

Per esempio, non è niente di quello che può essere un essere umano o qualunque altra creatura di questo mondo, Lui è il Creatore, infinito, immateriale, Unica Esistenza vera, fuori dal tempo e dallo spazio, inimmaginabile (qualunque cosa si possa immaginare di Lui è per forza falsa… e non pensiamo certo alle icone per bambini tipo barba bianca e voce tuonante… anche il pensiero più alto, astratto e spirituale non potrà che essere sempre completamente falso) noi gli esseri creati, finiti, materiali, mortali, viventi a tempo determinato nel tempo e nello spazio, un gap assolutamente incolmabile.

Eppure c’è una certezza, solida, umanamente e facilmente comprensibile: Lui c’è. Sempre. Ovunque. Non Lo vediamo, non Lo sentiamo, non Lo percepiamo, ma c’è.

C’è anche adesso, anche ora, qui nelle stanze degli uomini, non negli Alti Cieli, ma qui vicino a me, sulla mia sedia mentre scrivo e sulla tua mentre leggi, c’è sempre, anche quando andrò a dormine, Lui sarà lì, vicino al mio letto.

Lui c’è per forza: se hashveshalom non ci fosse sempre, ma proprio sempre, il mondo non esisterebbe, senza la Sua continua Energia profusa nel Suo Universo nulla esisterebbe più, se ti staccano la luce per un secondo mentre sul PC non hai salvato, il tuo lavoro di due ore non esiste più… come se per due ore non avessi fatto niente…. eppure avevi scritto tanto…finita la benzina la macchina si ferma, e non si muoverà più finchè non ne metti dell’altra, tutto vive e si muove grazie all’Energia Divina che toccando ogni aspetto del Creato, non può che essere presente sempre e comunque dappertutto.

La religione ebraica non è “credere” in D.o ma “sapere” che D.o interviene nella mia vita ogni secondo.

Come sono certo che “I Promessi Sposi” li ha scritti Alessandro Manzoni, pur non avendolo mai conosciuto ne avendo vissuto nei suoi tempi, così sono certo che la Torà l’ha scritta HaKadosh-Baruch-Hu pur non avendoLo “conosciuto” quando Si è rivelato agli ebrei sul Monte Sinai, ci sono le testimonianze.

Vayetzè, è uscito…. anch’io oggi sono voluto uscire dalla consuetudine che mi vuole commentatore della parashà della settimana. L’ho faccio perché in questi ultimi tempi vivo una grande sofferenza, ho un gran peso al cuore, quasi una continua angoscia nel constatare il quasi totale disinteresse della quasi totalità degli ebrei milanesi verso Colui che è l’Artefice di Tutto e la Sua Santa Torà.

“Io sono l’Eterno Tuo D.o, che ti ha tratto dalle ristrettezze per esserti D.o…” tutti sembrano essersene completamente dimenticati del perché l’Eterno ci ha creati, cine, teatro, ristorante, in vacanza, tutto è più divertente che studiare la Torà e avvicinarsi al Creatore, Colui che può Tutto, l’Unico che non smette mai di pensarci secondo per secondo.

Questa crisi terribile avrebbe dovuto spingere i figli a chiedere al Padre Onnipotente di salvarli; invece, pur avendo questa incredibile reale opportunità, tutti hanno sempre qualcos’altro di “meglio” da fare. Noi sappiamo che D.o c’è, noi sappiamo che D.o può tutto,  noi sappiamo che insieme a Lui possiamo raggiungere la massima, unica vera gioia e facciamo altro, alla fine niente, perché poi sempre niente ci resta in mano. Vedere ogni giorno i miei fratelli che vivono così è per me motivo di continuo dolore, un urlo silenzioso che esce dolorosamente dalla mia anima.

Per favore, vieni a studiare Torà, con me o con altri, vieni al tempio, già da questo Shabbat, il tuo singolo contributo è fondamentale per migliorare la vita di tutti.

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