Gli esploratori e la maldicenza

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La mini derashà di Rav. Rodal

dedicata alla memoria del fratello Menachem Aaron HaCohen ben
Yosef Z”L.

La lezione non sembra essere servita a molto. Non si sono
ancora spente le luci su quanto accaduto a Myriam in seguito alle sue
critiche al fratello Moshè Rabbenu che altri uomini, altri grandi
uomini, dei principi, dei capi tribù, come se nulla fosse successo,
ripetono lo stesso errore. Sono gli esploratori, e ciò che hanno
riferito costerà loro molto caro: l’obiettivo finale, Eretz
Israel, per loro rimarrà un sogno.

La punizione Divina è ferma, risoluta e senza appello, nessuno
li difende, stavolta neanche Moshè.

Tanta durezza sembra un po’ ingiustificata, dopotutto il
popolo voleva esplorare la Terra prima di conquistarla, certo, non è
stato proprio “carino” nei riguardi dell’Eterno, Lui ce l’aveva
già promessa, la Terra era quella, l’esplorazione sarebbe stata
solo una inutile perdita di tempo. Ma poi Moshè chiede all’Eterno
che autorizza la spedizione.

Permesso accordato dunque, quindi nulla di male. Nel reportage
poi gli esploratori non dicono niente di falso, è vero che la Terra
produce frutti enormi (un chicco d’uva era grande e pesava come una
anguria!) quindi è vero che è un paese estremamente fertile, ed era
vero che era popolato da uomini giganti, quindi tutto quanto riferito
corrispondeva a verità. “La Terra è fertilissima, abitata da
giganti…. quindi è proprio come ce l’ha descritta l’Eterno!”.
Questa sarebbe dovuta essere la conclusione. E qui dovevano fermarsi.

Non si possono trarre conclusioni senza aver prima interpellato
Moshè Rabbenu, la loro guida, ancora lo stesso errore di Miryam ed
Aharon, errare humanum est, ma perseverare… e stavolta sono in
tanti a subire il danno della maldicenza. Da sempre l’uomo è
portato a criticare il prossimo non solo senza prima immaginarsi al
posto suo, non solo senza prima aver sentito cosa ha da dire in
proposito, ma anche senza avere alcuna competenza in merito. Siamo
tutti dottori, chi, pur non avendo affatto studiato medicina, spesso
consiglia questa o quell’altra cura, con piglio sicuro, di più,
talvolta banalizzando il ben più autorevole parere di un vero
medico?

E i programmatori? Anni e anni di studi, flows charts e di
continui corsi aggiornamento? Ma dai, non capiscono niente!

Non vedi? basta fare un click di qui e uno di la e il software
è fatto! E la Torà? Ma andiamo! Ancora con questi argomenti
superati, l’asino del tuo prossimo (chi usa più l’asino per
trasportare le sue merci?…forse ancora qualcuno in Sardegna…),
mangiare Kasher (ma dai, allora nel deserto e senza frigoriferi, la
carne di maiale andava subito a male, ma oggi..).

Prima di arrivare a queste banali conclusioni bisogna prima
consultare “gli addetti”, se ti fa male da qualche parte, vai
solo dal medico, se vuoi un software che farà funzionare bene la tua
azienda, cerca un programmatore professionista, prima di concludere
che la Torà parla di cose superate e che non ti riguardano, vai da
un Rav., chiedi a lui, studia con lui.

E scoprirai che la carne di agnello va a male anche prima di
quella di maiale, e il Rav. ti spiegherà il vero motivo perché la
prima si può mangiare e l’altra no, scoprirai l’immenso,
infinito, meraviglioso mondo dell’Unica, Eterna, Atemporale Verità.

Dopo, se non sarai ancora convinto, potrai anche giungere ad
altre conclusioni. Dopo.

Che gli insegnamenti della Torà siano sempre nella nostra mente e davanti ai nostri occhi.

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Articolo originariamente pubblicato sul blog di Rav Rodal il 12 luglio 2019; testo recuperato dall’archivio di Internet (Wayback Machine).