Le Sue promesse

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Esaù sta andando incontro al fratello “accompagnato” da 400 uomini armati fino ai denti.

Dopo quello che gli ha “combinato” Yaakov Avinu, è facile immaginare che le sue intenzioni non siano proprio quelle di voler accendere insieme le candele di Chanukkà e fare un po’ di festa in famiglia. Yaakov Avinu ne è ovviamente molto spaventato, conosce il carattere violento del fratello, la totale assenza di principi morali, conosce bene l’odio che lo alimenta.

Di qua Yaakov Avinu, il pacifico pastore disarmato che avanza con le sue mogli, i suoi figli e i suoi averi, di la Essav, un feroce e sanguinario guerriero abituato alla vittoria, c’è proprio di che essere terrorizzati, chi non lo sarebbe? Tutti…. ma non Yaakov Avinu! Come fa il Patriarca, che teme veramente e sinceramente D.o, aver paura di suo fratello o di chiunque altro?

D.o gli aveva promesso protezione, abbondanza, prosperità e posterità e aveva mantenuto tutte le Sue promesse, Yaakov ha toccato con mano tutto il Bene che l’Eterno gli ha fatto con amore, Hash.m è con me, di chi mai dovrò aver paura, D.o è certamente sempre al mio fianco, cosa mai potrà farmi un uomo? (Tehillim..). E’ vero, però… forse…

Il 19 di Kislev si festeggia la liberazione dell’ Alter Rebbe, Rabbi Shneur Zalman di Liadi, il Baal HaTanya. In questo giorno, del lontano 1799, il Santo Rabbi veniva liberato dalle prigioni zariste dove era rinchiuso, condannato a morte per favoritismo con il sultano turco, nemico dello zar.

Per lo zar della Russia di allora la vita di un ebreo valeva meno di quella di una mosca, non valeva la pena di spendere neanche un fugace pensiero sulla loro sorte. Eppure l’Alter Rebbe venne scagionato da tutte le (ovviamente false) accuse e venne liberato, la Mano di D.o è stata più che palese.

Normale la reazione di tutti i suoi discepoli alla sua liberazione. Subito tanta gioia, poi subito pensieri di rivalsa, bisogna che tutti coloro che hanno fatto così tanto male al nostro Rebbe paghino in qualche modo! Il primo discorso fatto dal Rabbe invece si apre con le stesse parole di Yaakov Avinu.

“….(forse) i miei meriti sono diminuiti dopo tutti i Tuoi Atti Misericordiosi e la fedele realizzazione di tutte le Tue promesse… (Bereshit, 32, 11)”… Se già prima sapevo di non valere niente, tutto il Bene ricevuto da Hash-m mi dimostra che sono uno zero, anzi, un doppio zero, per quale motivo quindi dovremmo rivalersi su quei malvagi uomini? Chi siamo noi per poter giudicare?

Se degli uomini grandissimi come Yaakov Avinu e il Baal HaTanyà arrivano a preoccuparsi perché (forse) i loro meriti sono diminuiti a causa della tanta Bontà ricevuta da Ha-Kadosh-Baruch-Hu, noi piccoli uomini dei nostri tempi moderni invece “pretendiamo” da D.o successo, denaro, comodità, agiatezza,salute, benessere, D.o ci da tutto quanto ci serve e… siamo contenti? Quasi mai.

Diciamo grazie? Raramente. Se mai fossimo riusciti ad acquisire anche qualche microscopico merito, con tutto il Bene che l’Eterno ci ha fatto, il bilancio si chiude sempre in rosso, loro pensavano a una “diminuzione” dei loro meriti, noi invece andiamo sotto… e di tanto…

Poco importa. Per nostra fortuna, il Santo-Benedetto-Egli-Sia da, sempre e comunque, per il Suo grande Amore, a noi almeno l’onere di riconoscerlo.

Articolo originariamente pubblicato sul blog di Rav Rodal il 27 novembre 2018; testo recuperato dall’archivio di Internet (Wayback Machine).