
Rav Rodal z”l
Montreal, 25 Elul 5705 (3 settembre 1945) – Hoshanà Rabbà 5783 (16 ottobre 2022)
Dal 1970 al 2022 Rav Rodal ha portato a Milano un ebraismo vivo, vero e onesto. Emissario del Rebbe di Lubavitch, lo ha trasmesso con lezioni, incontri, pubblicazioni e con il contatto quotidiano con la sua comunità, sempre con un entusiasmo contagioso e una risplendente emunà. A scuola, al Tempio Beth Shlomo e nelle innumerevoli occasioni di incontro in città, tutti gli ebrei milanesi lo hanno conosciuto e ne serbano un ricordo affettuoso.
Le origini
Rav Shmuel Rodal Ha-Cohen, conosciuto da tutti come Rav Rodal, è nato a Montreal, in Canada, il 25 Elul 5705 (3 settembre 1945), pochi giorni prima di Rosh Hashanà, figlio di Rav Yosef e Faige Rodal. Il padre era stato uno dei nove studenti della yeshivà Chabad in Polonia salvati grazie ai visti del console giapponese Chiune Sugihara.
Da ragazzo lavorava nel negozio di famiglia, Rodal’s Judaica, e aiutava a prendersi cura dei fratelli più piccoli.
Gli studi e il Rebbe
Su suggerimento del Rebbe di Lubavitch, a 14 anni andò a studiare in yeshivà a New York. A 18 anni proseguì gli studi a Kfar Chabad, in Israele, e nel 1967 alla yeshivà Torat Emet di Gerusalemme; prima della Guerra dei Sei Giorni il Rebbe inviò a lui e ad altri quattro studenti un telegramma esortandoli a restare.
Quando il padre pensava di tenerlo nel negozio di famiglia, il Rebbe gli disse (traduzione dall’inglese):
«Tanto impegno è stato messo perché Shmuel riuscisse bene… e tu vuoi sprecarlo nel negozio?»
Nel 1968 sposò Devorah Munitz; il Rebbe seguì personalmente il fidanzamento, consigliando e incoraggiando la giovane coppia e dando infine la sua benedizione. In un’intervista a JEM del 2018 Rav Rodal ricordava:
«Il Rebbe era letteralmente come un padre per me… Il Rebbe mi voleva bene. L’ho sempre sentito.»
Dopo il matrimonio la coppia visse a Crown Heights. Su raccomandazione di Rav Zalman Shimon Dworkin, Rav Rodal insegnò alla Yeshiva of Central Queens, dove riuscì a trasformare una quarta elementare particolarmente difficile.
Milano
Desiderosi di partire come emissari del Rebbe, i Rodal gli sottoposero un elenco di possibili incarichi di insegnamento, quasi tutti negli Stati Uniti orientali; Milano era stata aggiunta come favore a Rav Gershon Mendel Garelik, emissario del Rebbe a Milano dal 1958. Con loro sorpresa il Rebbe scelse Milano, consigliando anche come impostare un contratto di due anni.
Rav Rodal arrivò a Milano nell’estate del 1970, per imparare l’italiano e trovare casa prima dell’inizio dell’anno scolastico alla Scuola del Merkos. I due anni diventarono cinquanta. Per quasi mezzo secolo insegnò nella scuola Chabad di Milano – che da via Poerio si spostò a Macconago e poi in via delle Forze Armate – continuando a insegnare anche oltre i settant’anni. Rav Benny Zippel, suo allievo in prima elementare nel 1971-72, ricorda (traduzione):
«Quando insegnava, sentivi letteralmente che Abramo e Sara, Mosè e il Faraone stavano per entrare in classe.»
Il Tempio Beth Shlomo
Per circa 50 anni fu il Rav e il lettore della Torà del Tempio Beth Shlomo, che dalla sede di Porta Romana si trasferì nell’Ottagono della Galleria e infine in Corso Lodi. Per raggiungerlo camminava più di un’ora da casa. Per la comunità di Beth Shlomo è stato «il nostro Rabbino per almeno 50 anni»; il gabbai Eugenio ricorda oltre 35 anni passati al suo fianco.
Gli etroghim di Calabria
Per decenni trascorse le estati negli agrumeti della Calabria insieme a Rav Moshe Lazar, controllando con cura ogni frutto per garantire che provenisse da un albero di cedro non innestato. Il loro lavoro era guidato e apprezzato dal Rebbe, che ogni anno usava per la mitzvà un etrog da loro inviato.
Il Pensiero della Settimana
Pubblicava e distribuiva Il Pensiero della Settimana, un foglio settimanale in italiano con insegnamenti di Torà e storie ispiratrici. Nato con quattro pagine e 127 destinatari, è arrivato a sedici pagine e 11.600 abbonati in tutta Italia.
La famiglia e la casa aperta
Rav Rodal e la moglie Devorah ebbero 17 figli. Tra scuola, lezioni, sinagoga e pubblicazioni lavorava giorno e notte, dormendo per gran parte della sua vita adulta non più di quattro ore a notte. La loro casa modesta era aperta a tutti, e c’erano ospiti che si fermavano per giorni, settimane o anche mesi. I figli ricordano che «viveva con Moshiach»: quasi ogni conversazione si concludeva con l’augurio, e la certezza, che Moshiach arrivasse presto.
Gli ultimi mesi
Il 29 luglio 2022, mentre si trovava in Calabria per scegliere gli etroghim per Sukkot, fu colpito da una trombosi cerebrale. Dopo una lunga degenza si è spento durante chol haMoed Sukkot, a Hoshanà Rabbà, il 16 ottobre 2022 (21 Tishrì 5783), a 77 anni. La prima parte del funerale si è svolta al Beit Chabad di via Soderini 3 a Milano; è stato poi portato in Israele ed è sepolto sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme. Era stato preceduto dalla figlia Reizel e dal fratello Rav Menachem Aharon.
Il presidente della Comunità Ebraica di Milano, Walker Meghnagi, e il Consiglio della Comunità lo ricordarono così:
«La sua saggezza, la sua energia vulcanica, la sua capacità di coinvolgere, trascinare e di porsi fraternamente e con la massima disponibilità nei confronti di chiunque erano esemplari e rimarranno nei nostri cuori e d’esempio per tutti noi.»
In memoria della figlia Rezi (Reizel), la famiglia Rodal ha donato un Sefer Torà al Tempio Beth Shlomo.
Un ricordo in musica
Non ho parole, la canzone di suo figlio Yossi Rodal.