Bil’am si appresta ad andare con i ministri di Balak per tentare di maledire Israele, lui ha già detto loro che non potrà dire niente altro di quello che Hashem gli metterà in bocca, quindi sella personalmente la sua asina pur disponendo di servitori, “hai visto Hashem, per fare la Tua volontà mi occupo personalmente anche dei lavori servili”, “Rashà che non sei altro!, risponde Hashem, arrivi tardi! Prima di te, e con intenzioni veramente benevole, lo ha già fatto Avraham Avinu!”
Hashem difende orgogliosamente il Suo popolo, sempre, da tutto e da tutti, lo ama appassionatamente, nessuna argomentazione contro un ebreo è recepita da Hashem, le critiche ai Suoi Figli primogeniti non le ascolta neanche, Bil’ham si sforza di trovare uno spiraglio, qualche appiglio su cui appoggiarsi senza successo finendo invece per benedire Israel con le più belle benedizioni in assoluto;
poi la brutta idea (il Male le pensa davvero tutte), Bil’am dice io non posso farci niente, ma tu (Balak) organizza un mercato con venditrici giovani, carine e poco vestite, quando gli ebrei andranno al mercato, le fanciulle li attireranno nel privè e prima di consumare una unione proibita, chiederanno loro di adorare il Baal Peor (idolo Moavita), idolatria e immoralità, bingo, le due cose che Hashem non riesce proprio a sopportare in Israel, un ebreo, un servitore di Hashem, idolatra e immorale è un controsenso, è innaturale, non può esistere, morirono così in 24.000.
Il Male si presenta spesso con un aspetto gradevole, simpatico, accattivante, così ti tira dentro, riconoscerlo però è molto semplice, se ti offre qualcosa contrario alla Torà, non ci cascare, non potrà giovarti in alcun modo.
Articolo originariamente pubblicato sul blog di Rav Rodal il 29 giugno 2018; testo recuperato dall’archivio di Internet (Wayback Machine).