Myriam, arrivata alla fine dei suoi giorni, è mancata. E con lei se n’è andata anche la roccia che da cui sgorgava acqua che dissetava miracolosamente il popolo ebraico e i suoi animali accompagnandoli nel deserto.
Ma ora Myriam non c’è più, niente più roccia, niente più acqua, e la prospettiva di stare in un deserto senza acqua semina il panico tra il popolo, come se bere sinora dalla roccia di Miryam fosse stato un fatto del tutto naturale.
Moshè, pensando che la fiducia degli ebrei nella Provvidenza Divina si era un po’ “annacquata”.. (a proposito di acqua…) chiede a D.o cosa deve fare. “Tre cose devi fare”, gli risponde Hash.m, *“prendi il bastone, raduna la comunità, i testimoni**del Patto (Edà), parla alla roccia, e da questa sgorgherà l’acqua”*. Di queste tre cose, però, Moshe Rabbenu ne fa una sola: prende il bastone. Poi raduna i vari gruppi di persone (la Torà precisa che ha radunato il Kahal, non la Edà), quindi picchia la roccia invece di parlarle, l’acqua esce, ma questo comportamento costerà caro a Moshè che non entrerà in Israele. Le conseguenze appaiono sproporzionate, Moshè Rabbenu, colui che ha guidato con non poca fatica e sacrifici, il popolo ebraico verso la Torà, che aveva già battuto una roccia a Chorev per avere l’acqua secondo le stesse indicazioni Divine, viene punito così severamente? E poi, se D.o mi ha detto di prendere il bastone, vuol dire che posso usarlo, altrimenti a cosa serve portarmelo appresso?
Questo episodio prova, una volta di più, l’immenso, irrazionale, infinito Amore di Ha-Kadosh-Baruch-Hu verso il Suo Popolo, quel popolo che nascendo con l’uscita dall’Egitto, da una schiavitù opprimente, non poteva crescere se non con il bastone, con la forza, con precisi ordini, con il ferreo comando. Ma ora che erano diventati i testimoni del Patto, una vera comunità (Edà) e non più un insieme di tanti gruppi (Kahal) che condividono opinioni e/o interessi, ora il bastone indica solo chi è la guida, ma non va più usato. Questi sono i figli di coloro che sono usciti dall’Egitto, una nuova generazione che non ha conosciuto la schiavitù dei loro genitori, sono quelli che sono a un passo dall’entrare in Eretz Israel per continuare a testimoniare che c’è un Padrone del Mondo, con loro devi parlare, non serve più la forza, con la dolcezza di poche parole l’acqua sarebbe certamente sgorgata copiosa, anche dalla più dura delle rocce.
Articolo originariamente pubblicato sul blog di Rav Rodal il 28 giugno 2018; testo recuperato dall’archivio di Internet (Wayback Machine).