
Voglio fare un korban per D.o.” Chi sta parlando non è esattamente quello che si può definire
una persona pia. Caino vuole fare il suo korban ad Hash.m, è Caino che prende questa iniziativa,
e per farlo sceglie i più bei steli di lino che, diversamente dagli altri vegetali a stelo,
produce un solo stelo, segno di distinzione e nobiltà. Passa di lì Abele, suo fratello. Anche a lui
viene il desiderio di fare un korban ad Hash.m, quindi prende una delle sue più belle pecore
e la pone sull’altare vicino a quello del fratello. Due fratelli, due sinceri desideri di attaccarsi a D.o,
due korbanot, il fuoco divino scende e consuma solo il sacrificio di Abele lasciando intonso quello
vicinissimo di Caino, che resta visibilmente, comprensibilmente sbigottito e dispiaciuto.
Ma come? Sono io che ho avuto l’idea del korban per primo! e ce l’ho anche messa tutta per farlo
alla grande!Con tutti i bufali che aveva, Abele ha portato solo una pecora! certo una bella pecora,
ma poteva dare di più!
io invece ho portato il vegetale più nobile, il lino, e D.o invece gradisce la pecora di Abele
e non il mio nobile lino? E’ una ingiustizia! Come finisce la storia tra i due fratelli è cosa nota.
Caino e Abele, una storia dove ha difettato l’amore, quello fraterno, uno dei più alti
che dovrebbe essere innato in ogni essere umano, la Torà quindi vieta di indossare abiti fatti
con lino e lana per ricordare quanto è inaccettabile per D.o la mancanza di amore tra gli uomini.
Non solo. L’offerta migliore deve essere fatta senza ostentazione, il meglio, ma possibilmente in
silenzio, il nobile lino, usato come offerta, ha un che di arrogante, di presuntuoso, se offro
sinceramente, una comune pecora (però la migliore) è meno vistosa del più pesante bufalo e
quindi certamente più gradita a D.o perché sincera e discreta.
Paradossalmente, i Cohanim, i sacerdoti, invece sono obbligati ad indossare abiti fatti di
lino e lana insieme, in quanto servono D.o e il popolo “Beaavà”, con amore;
se un Cohen è alterato con qualcuno o non è sereno, non può fare la Birchat Kohanim, il
Sacerdote deve avere un amore puro, vero, sincero, completo, integro, come quello di Aaron
HaKoen oev shalom, indossando proprio gli abiti che ricordano il non-amore, il Sacerdote dimostra
il grande livello di amore da lui raggiunto. Visto che tutto il popolo ebraico è un popolo di sacerdoti,
Am Kedoshim, sia la Volontà dell’Eterno Onnipotente di far cessare presto questo ormai
insopportabile galut con l’arrivo di Maschiach, così tutti potremo scalere tutti i gradini dell’amore
verso quelli più alti e servire tutti insieme D.o con il più puro dei cuori leolam vaed, amen ken yei
ratzon.
Articolo originariamente pubblicato sul blog di Rav Rodal il 17 marzo 2019; testo recuperato dall’archivio di Internet (Wayback Machine).